Consiglio di Fabbrica Nuovo Pignone di Firenze (1970 - 1993)
Tipologia: Ente
Tipologia ente: Partito politico, organizzazione sindacale
Organismo unitario di rappresentanza dei lavoratori del Nuovo Pignone di Firenze, nato nel 1970. Sarà sostituito, nel 1993, dalla Rappresentanza Sindacale Unitaria (RSU).
Il Consiglio di Fabbrica del Nuovo Pignone di Firenze, in linea con quanto avviene nel contesto della riorganizzazione della rappresentanza sindacale seguita all’autunno caldo e sancita dallo Statuto dei Lavoratori, muove i suoi primi passi – prima informalmente, poi in maniera ufficiale – nel 1970, sostituendo di fatto la Commissione interna, in crisi da tempo.
Il 12 marzo 1970 la sezione aziendale Fiom del Nuovo Pignone, nel corso di un’assemblea generale presso il Circolo Lippi, discute per la prima volta pubblicamente della elezione di “delegati di squadra”. Nel settembre dello stesso anno le sezioni sindacali Fim-Fiom-Uilm costituiscono al Nuovo Pignone un «consiglio unitario di fabbrica provvisorio, composto dagli organismi già esistenti (commissioni interne; rappresentanti sindacali; delegati di cottimo; rappresentanze delle Sezioni sindacali aziendali) [con] l’impegno a breve termine […] di procedere per una elezione diretta da parte di tutti i lavoratori». Il Consiglio provvisorio è articolato in una segreteria di 5 membri e 6 commissioni di cui fanno parte 6 membri della Commissione interna e 25 lavoratori. Le commissioni previste in questa fase sono: 1) Organici, investimenti e programmi produttivi; 2) Ambiente di lavoro e salute; 3) Classificazione unica operai-impiegati; 4) Organismi interni; 5) Applicazione contrattuale e accordi interni (affidata alla Commissione interna); 6) Revisione e superamento classi di lavoro, cottimi e incentivi (Cfr. Archivio Fiom Firenze, f. LXVII, b. 40, c. 31, Consiglio unitario di fabbrica provvisorio, 21-22 settembre 1970, citato in P. Causarano, "La professionalità contesa", p. 157).
Il 18 dicembre 1970 la Segreteria del Consiglio unitario provvisorio del Nuovo Pignone propone l’istituzione di un Consiglio di Fabbrica, eletto per due anni. Il Consiglio viene definito «l’organismo sindacale che imposta, sviluppa e dirige la politica e l’attività sindacale a livello di azienda nel quadro della politica generale del sindacato, elabora, coordina ed affronta i diversi problemi aziendali di reparto, o di gruppo e promuove tutte le iniziative necessarie per garantirne la soluzione». La sua legittimazione proviene, oltre che dalla sua natura di organismo sindacale unitario, dalla «assemblea dei lavoratori», da cui riceve le linee da seguire e le piattaforme rivendicative (cfr. Archivio Fiom Firenze, f. LXVII, b. 28, cc. 53-60, Proposte della segreteria per l’elezione dei delegati di gruppo omogeneo e costituzione e funzioni del consiglio di fabbrica del Nuovo Pignone [dicembre 1970], citato in P. Causarano, "La professionalità contesa", p. 159).
Strettamente legata alla nascita del Consiglio di Fabbrica è la formazione dei gruppi omogenei, i cui delegati saranno eletti, al Nuovo Pignone, nel marzo 1971, nel numero di 55.
Fin da subito, l'attività del Consiglio di Fabbrica si indirizza verso le tematiche calde del periodo, a cominciare dall'inquadramento unico operai/impiegati (al Nuovo Pignone ottenuto nel giugno 1971), l'abolizione degli incentivi individuali, la condizione e la sicurezza degli ambienti di lavoro (è dell'ottobre 1970 la prima grande vertenza unitaria sulla salute e la sicurezza; nel settembre 1971 sarà invece riconosciuta da accordo aziendale la Commissione ambiente di lavoro del Consiglio di Fabbrica, che dal successivo accordo del marzo 1972 assumerà ufficiali attribuzioni di controllo ed elaborazione di proposte in materia), le 150 ore e il diritto allo studio.
A partire dalla seconda metà degli anni ottanta, la progressiva rottura dell'unità sindacale avviata negli anni precedenti mette in crisi la sintesi raggiunta tra la rappresentanza elettiva dei Consigli di fabbrica e il sistema di designazione delle Rappresentanze sindacali aziendali (RSA), introdotto dall’art. 19 dello Statuto del Lavoratori. Per risolvere tale situazione di criticità, si arriva all’intesa-quadro del 1° marzo 1991 tra Cgil, Cisl e Uil e al successivo Accordo interconfederale del 23 luglio 1993 (sottoscritto da governo, Confindustria, Cgil, Cisl e Uil), che introduce le Rappresentanze sindacali unitarie (RSU), che di fatto sostituiscono il Consiglio di Fabbrica. Tale processo si verifica anche al Nuovo Pignone tra la seconda metà del 1993 e i primi mesi del 1994.
Complessi archivistici
Fonti
- P. Causarano, La professionalità contesa = Pietro Causarano, La professionalità contesa. Cultura del lavoro e conflitto industriale al Nuovo Pignone di Firenze, Franco Angeli, 2000
- P. Causarano, = Pietro Causarano, I lavoratori, il Consiglio di fabbrica e il sindacato al Nuovo Pignone di Firenze: lavoro e partecipazione dopo l'Autunno Caldo (1969-1972), CGIL-Camera del Lavoro Metropolitana Firenze, 1993
Compilatori
- Prima redazione: Mariamargherita Scotti (archivista) - Data intervento: 29 agosto 2024
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