Archivio del Movimento Operaio e Contadino in provincia di Siena (AMOC) (1907 - 2009)
Complesso Di Fondi
2.256 unità archivistiche collegate (totale del complesso)Consistenza: 93 fondi
Abstract:
L’Archivio del Movimento Operaio e Contadino in provincia di Siena nasce nel 1984 per raccogliere “in una sede dignitosa”, il materiale documentario relativo alle battaglie operaie e contadine, alle lotte sindacali in provincia di Siena, spesso abbandonato e disperso, evitando che andasse irrimediabilmente perduto, come purtroppo è stato per gran parte di esso.
L’Archivio comprende i seguenti fondi:
- Camera confederale del lavoro di Siena (1)
- Zone sindacali con le rispettive camere del lavoro comunali (2-9)
- Federazioni di categoria (aa-cj)
- Archivi aggregati di cui fanno parte le carte di esponenti del sindacato senese e il materiale di enti, associazioni, istituti della provincia di Siena la cui attività nel corso degli anni ha interagito con quella della Camera confederale del lavoro di Siena.
Storia archivistica:
L’Archivio del Movimento Operaio e Contadino in provincia di Siena nasce nel 1984 per raccogliere "in una sede dignitosa", il materiale documentario relativo alle battaglie operaie e contadine, alle lotte sindacali in provincia di Siena, spesso abbandonato e disperso, evitando che andasse irrimediabilmente perduto, come purtroppo è stato per gran parte di esso.
Lo abbiamo voluto fare per recuperare una nostra grave mancanza e pagare il "giusto" debito di rispetto, di riconoscimento e di gratitudine al sacrificio alle battaglie, alle lotte di tanti compagni che prima di noi hanno costruito il movimento democratico, le organizzazioni di massa e la Cgil, il cui sforzo resta oggi documentato (sicuramente solo in piccolissima parte) quasi soltanto da quel patrimonio documentario.
Al IX Congresso nazionale della Cgil, nel 1977, fu presentato un progetto di lavoro per la salvaguardia e la valorizzazione dei documenti prodotti dalla Cgil e la Camera del lavoro di Siena fu tra le prime ad operare per non disperdere la propria memoria recuperando carte “rimaste per anni abbandonate in qualche scantinato, in mezzo a mille altre inutili cose, perché per la loro natura le organizzazioni democratiche vivono così intensamente il presente e perseguono così fortemente il futuro, quasi da credere di poter fare a meno del passato.”
Nel 1991 fu costituita l’Associazione Amici dell’Archivio del Movimento Operaio e Contadino in provincia di Siena alla quale la Cgil senese, in tutte le sue articolazioni, conferisce il proprio materiale perché possa conservarlo, inventariarlo e renderlo fruibile.
La fondazione della Camera del lavoro di Siena fu decisa durante i lavori del Congresso provinciale della sezione del Partito socialista iniziati il 25 giugno del 1905. Una nascita avvenuta tardivamente rispetto alla prima Camera del lavoro italiana, quella di Milano, risalente al 1891. I motivi che hanno determinato questo ritardo vanno ricondotti ad una serie di elementi che riflettono le condizioni sociali, economiche e politiche di Siena agli inizi del Novecento. In primo luogo la mancata formazione di una classe operaia senese, in quanto lo strato economico e sociale della città non si fondava sullo sviluppo di un’attività industriale ma sull’esistenza di ceti artigiani e impiegatizi. Ed è dall’iniziativa di queste categorie di lavoratori che, agli inizi del Novecento, si costituirono a Siena le leghe di miglioramento e di resistenza, quale forma di aggregazione e di organizzazione delle masse lavoratrici, secondo le direttive del Partito socialista sul piano nazionale. Nacquero così le leghe dei commessi, dei camerieri e caffettieri, dei lavoranti metallurgici, del legno,dei calzolai, dei conciapelli, dei fornai, muratori, infermieri, vetturini e garzoni di stalla5. Fra queste anche la lega dei ferrovieri alla quale si deve il progetto della costruzione della Casa del popolo inaugurata il 1 maggio del 1905 e al cui interno aveva sede anche la Camera del lavoro di Siena. Il 4 marzo del 1921 la Casa del popolo fu distrutta e incendiata dai fascisti dopo ripetuti assalti, nel primo dei quali, risalente al 7 marzo 1920 trovò la morte il giovane ferroviere Enrico Lachi. In seguito a questi fatti, i fascisti senesi si impossessarono definitivamente della Casa del popolo. Trasformarono la Cooperativa “Casa del popolo” in Cooperativa “Casa del fascio” e si insediarono nei locali dell’ex Camera del lavoro. Successivamente, per far fronte alle spese di ristrutturazione della nuova sede, l’Associazione Cooperativa di credito “Casa del fascio” contrasse mutui con il Monte dei Paschi. Il debito però non venne mai saldato. Maturò così da parte della Banca la decisione di acquisire gli immobili dati in garanzia per i mutui contratti. Nello stesso tempo, per garantire al partito fascista senese una nuova sede, il Monte dei Paschi procedette all’acquisto di Palazzo Ciacci mentre la Casa del popolo veniva venduta al Consorzio agrario per farne la propria sede. A partire dal dopoguerra, avrà inizio la vicenda legale per il riacquisto della Casa del popolo da parte della Camera del lavoro di Siena con esito tuttavia negativo. Con la distruzione e il saccheggio dei locali della Casa del popolo per mano dei fascisti andarono perduti i documenti fino allora prodotti dal movimento sindacale senese. Dopo la fine del fascismo, la ricostituita Camera del lavoro ebbe una prima sede in via di Città, poi in piazza del Sale e dal 1961 nell’attuale sede in piazza della Lizza.
Il materiale prodotto in quegli anni fu spostato fra le varie sedi e agli inizi degli anni Ottanta fu trasportato presso la Camera del lavoro di Poggibonsi per consentire i lavori di restauro nella sede della Lizza. Nacque così il primo nucleo dell’Archivio arricchito dal deposito di documenti giacenti presso alcune Camere del lavoro comunali (Colle Val d’Elsa, Poggibonsi, San Gimignano) e inventariato nel 1987. Da allora fino ad oggi, in venti anni, moltissimo nuovo materiale è stato prodotto dalla Camera del lavoro e dalle federazioni provinciali di categoria e contemporaneamente si sono recuperati nelle varie sedi sparse nella provincia di Siena, anche molti altri documenti riguardanti periodi precedenti e attività di camere del lavoro e di zone sindacali non presenti nel primo inventario. Nel 2004 sono ripresi i lavori di ordinamento di tutto il materiale raccolto, scegliendo come termine la fine degli anni Ottanta del Novecento.
Dopo un’attenta analisi dell’intera documentazione, si è ritenuto opportuno procedere alla riunificazione del materiale esistente in un’unica struttura archivistica, per garantire l’uniformità e, di conseguenza, una migliore valorizzazione e fruibilità dei documenti. Pertanto il riordino ha interessato anche il materiale del precedente archivio così da poter integrare i documenti già recuperati con quelli successivamente rinvenuti e con quelli prodotti negli anni più recenti.
Lingua della documentazione:
- Italiano
Soggetti conservatori
Soggetti produttori
- Zona sindacale Val di Chiana
- Federazione nazionale braccianti salariati agricoli (Federbraccianti) - Siena 1948 -
Compilatori
- Inserimento dati: Mariamargherita Scotti (Archivista) - Data intervento: 19 gennaio 2024
Link risorsa: https://archiviostorico.archiviolavorotoscana.it/fonds/20380